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26 Mag

Body Painting & Performance: RABARAMA in Sicilia

La pittrice e scultrice di fama internazionale, Rabarama, a distanza di tre anni, torna in Sicilia e sceglie il Sicilia Fashion Village per esporre le sue magnifiche opere.
Bozzolo”, “Im-plosione” e “Tras-porto”, i nomi delle sculture dell’artista tra le più influenti del momento, che saranno svelate in occasione dell’evento – Vernissage Body Painting & Performance RABARAMA, organizzato da Happening emilia, studio di progettazione, realizzazione e regia-eventi, per Sicilia Fashion Village, su gentile concessione della galleria Vecchiato di Padova.
L’appuntamento è per sabato 28 maggio 2011, alle ore 19,00 al Sicilia Fashion Village, il primo Outlet Village dell’isola, adagiato tra le assolate campagne del territorio Ennese, che, per l’occasione, vestirà i panni di galleria d’arte.
Una serata di sicuro stupore e divertimento, con performers, musica, giochi di luce e di colore che accompagneranno il pubblico alla scoperta delle magnifiche opere figurative: esseri umani rivestiti di pelli arabescate, spesso simili a fantasie presenti nei tessuti damascati.
Rabarama, infatti, sperimenta un modo originale per descrivere la figura umana, collegandosi a precisi punti di riferimento filosofici, questioni che da sempre agitano il pensiero sulla natura e il destino dell’essere umano. La metamorfosi incarna l’ideale svolgimento di un’intera esistenza, per cui dalla condizione iniziale di soggetto vincolato, si arriva ad una condizione esistenziale di completa rigenerazione attraverso la libertà.


Breve biografia artistica di Rabarama

Rabarama, al secolo Paola Epifani, nasce a Roma nel 1969. Attualmente vive e lavora a Padova. Figlia d’arte, dimostra fin da bambina un innato talento per la scultura: prende parte fin da subito a numerosi premi nazionali e internazionali di scultura, ottenendo un crescente successo di critica e pubblico.

Il 1995 è l’anno della svolta: inizia la sua collaborazione con la galleria Dante Vecchiato, fondamentale per l’elaborazione delle future tematiche artistiche e della sua promozione in ambito nazionale e internazionale. Da questo momento l’artista sviluppa una personalissima ricerca, che prende avvio da una particolare visione del mondo e della vita, basata in primis sulla negazione del libero arbitrio, la predestinazione degli eventi e la riduzione dell’uomo a semplice computer biologico. L’individuo risulta essere predestinato unicamente dalla genetica e dalla società, mentre l’unità psicosomatica è ridotta a mere reazioni fisico-chimiche. Da ciò deriva l’immersione totalizzante dell’essere in una dimensione intima e implosiva, rappresentata dal confine corporeo della pelle, “prigione dell’anima” e spazio per la ricerca esistenziale, in un viaggio sospeso tra realtà e conoscenza.
L’universo è concepito come gioco di incastri, metafora di un puzzle in cui ogni singola parte trova il suo inserimento in un determinato (o più propriamente predeterminato) punto spazio-temporale.

Nella seconda fase artistica di Rabarama, prende corpo un’umanità in continua metamorfosi, dove la negazione del libero arbitrio rappresenta la prima fase di un lavoro in continua evoluzione. La membrana che avvolge queste figure mutando di concetto in concetto, assume sempre nuovi segni, simboli e metafore: geroglifici, puzzle e nidi d’ape sono la visualizzazione del genoma, le infinite combinazioni e varietà possibili insite nell’umanità, visualizzate nei labirinti mentali in cui è materializzata la multiforme complessità dell’io.
In questo periodo l’artista supera la ricerca sul DNA e la genetica; le figure, che dapprima non esprimevano aspirazione alcuna, rappresentando piuttosto uno status quo, subiscono un’ulteriore metamorfosi, lacerando la pelle-involucro che dapprincipio le avvolgeva, impersonificando la necessità di svincolarsi dal loro involucro, nel tentativo incessante di liberarsi, in una defaticante, infinita e inutile lotta.
Successivamente, la ricerca di Rabarama si focalizza sulla realizzazione di una serie di sculture monumentali, di notevole impatto visivo: la fase successiva dell’esplorazione artistica di Rabarama consiste nella realizzazione di uomini-albero ricoperti di corteccia e intessuti da fili d’erba, che riconducono al legame simbiotico e inconscio della stirpe umana con la grande “Madre”, proponendo quale soluzione possibile all’allontanamento dell’uomo contemporaneo dallo stato di natura l’abbandono del corpo e la dispersione della materia verso la trasmigrazione dell’anima.
Metamorfosi formale e aspirazione di libertà assoluta: queste le linee guida presenti nell’attuale fase artistica.

Rabarama ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero e ha partecipato a importanti manifestazioni internazionali, tra cui l’evento in collaborazione con Franck Muller a Ginevra (2007); la personale alla Fundacion Sebastian di Città del Messico (2005); la mostra al Museo d’Arte di He Xiangning a Shenzhen, nel museo d’Arte Contemporanea Millennium di Pechino e nel museo d’Arte Contemporanea di Shanghai (2004); il premio per la giovane ricerca artistica- Beijing International, alla Biennale di Pechino (2003); la personale alla Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino (2001). Sue opere sono conservate in collezioni e musei italiani ed esteri.
Di recente una sua scultura monumentale è stata acquistata dal Municipio della città di Shanghai, e collocata nella piazza su cui affaccia il palazzo del governo cittadino. È la prima opera italiana acquistata dal Governo Cinese. Il prossimo 9 giugno e fino al 30 settembre 2011, Rabarama sarà a Firenze per una mostra curata dal grande critico Luca Beatrice.


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