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28 Ott

Catania per i sensi – Casa Barbero B&B Catania

cavolfiore dell'Etna

I formidabili cavolfiori dell’Etna

alla “Fera o luni”

In Piazza Carlo Alberto, la piazza antistante il Santuario del Carmine, ricco di molteplici e caldi colori, allegre musiche e profumi intensi, fra i tendoni rossi, blu e bianchi, si snoda il mercato storico di Catania, in gergo “a Fera o Luni”, la Fiera del Lunedì, perchè in origine il mercato si svolgeva solo il lunedì mattina.  Adesso tuttte le mattine esclusa la domenica.
Luogo folkloristico, ricco di tradizione, in cui si può trovare davvero di tutto: dalla frutta e verdura al pesce, dalle carni ai formaggi, dagli indumenti agli attrezzi e ai materiali per realizzarli, dagli utensili alle scarpe, dalle stoffe ai vestiti.Vi si trovano bancarelle di indumenti, caratterizzati dai colori eccentrici dei costumi e delle magliette, quelli caldi delle tuniche arabe e delle pashmine, il luccichio dei piccoli gioielli realizzati a mano accostando coralli, ametiste, turchesi ad argento o metallo. In piazza Carlo Alberto, centro della fiera vi è la zona del pesce fresco, di merluzzi, triglie, calamari, polipi, pesce spada, frutti di mare adagiati su un letto di ghiaccio e innaffiati con acqua di mare. Accanto a questi gli aromi per condirli: aglio, prezzemolo, basilico, limoni grossi, gialli, succosi, spezie ed aromi, offerti al passante dai venditori che magari intercalano qualche commento, a volte anche in versi, che descrive la merce esposta.
Vengono poi i banchi di frutta di stagione, adagiata in forma di piramide, e le ceste di verdure, di peperoni rossi e verdi, di melanzane violacee, di pomodori indicati e i banchi dei formaggi dove una voce sovrasta le altre urlando “Pepato vecchio”.
Anche i prodotti da consumare al minuto hanno la loro importanza in un contesto tanto tradizionale e folkloristico: accanto a pizzette, cartocciate, patè e cipolline, è possibile assaporare il seltz, ottima bibita artigianale in diversi gusti che vanno dal limone al mandarino verde, dal chinotto al tamarindo, bevanda che, soprattutto in estate, riesce a far tollerare meglio il caldo catanese.
Fanno da sfondo palazzi d’epoca e due chiese: la Basilica del Carmine del 1737, che presenta una facciata di pietra calcarea con zoccolato in pietra lavica e tre navate precedute da un ampio vestibolo sormontato da tribuna, all’interno della quale si possono ammirare quattordici vetrate artistiche raffiguranti Santi carmelitani, realizzate con la tecnica medievale grisaille che, mediante l’uso della polvere di piombo sul vetro, permette la realizzazione di particolari policromi e del chiaroscuro, e la piccola chiesetta rupestre di San Gaetano alle grotte, costruita su una grotta vulcanica, con affreschi cinquecenteschi purtroppo andati quasi interamente perduti.
Sovrasta, ma senza interferire, l’Etna che dall’altro veglia su Catania.

Angela Allegria
Luglio 2009

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